«Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». 2Sam 7,1-5.8b-12.14a.16. È il re Davide che pronuncia queste parole. Descrive la realtà dei fatti: lui abita in una reggia mentre l’Arca dell’alleanza è in una tenda. A Davide sembra ingiusto. Occorre dare a Dio una degna dimora. Davide pensa a qualcosa di maestoso, a qualcosa che riveli tutta la grandezza del Dio d’Israele. Non si capisce bene che cosa gli interessi veramente: se la gloria di Dio o la gloria d’Israele… Fatto sta che Dio si è scelto Lui quella tenda! Dio abita nel nascondimento, nella semplicità, nell’essenzialità. Dio non ama il fasto, la visibilità, la grandezza. Anche Gesù, il Figlio di Dio, sceglie di nascere in una stalla… Non è perchè vuole essere povero. Non è una scelta ideologica. Semplicemente a Dio piace stare nella quotidianità, nella ferialità, nella ordinarietà del  vivere. La sua grandezza non si esprime nelle cose, nel possesso, nella ricchezza. La sua grandezza è Lui, la sua persona, la sua essenza. Niente lo può rendere più grande di quello che è. Gli uomini – che sono niente – hanno bisogno delle cose per essere! Dio che è tutto, rimane tale anche nella semplicità. Troppo bello! Buona giornata