«Ma alcuni si unirono a lui e divennero credenti». At 17,15.22-18,1. Paolo prende la parola nella piazza più importante di Atene. Ci sono ad ascoltarlo uomini illustri, esponenti della cultura del tempo. Ci sono anche persone del popolo. L’intento di Paolo è di sposare il Vangelo con la religiosità del tempo. Il fatto è che, oggettivamente, il Vangelo è ben altro. Il Vangelo non è un semplice aggiustamento della religione ma un vero ribaltamento. È normale che chi lo ascolta non capisca e non riesca a trovare una logica in quello che Paolo va affermando. Però, tra tutte le persone presenti, due o tre sembrano intuire la novità annunciata. Il seme è gettato. Secondo un criterio di giudizio mondano, il discorso di Paolo è stato un fallimento. In realtà, è un vero successo: ha aperto una breccia dentro il pensiero standardizzato a cui tutti erano legati. L’evangelizzazione deve assolutamente ripartire da questa modalità: l’annuncio e l’attesa. I grandi numeri non sono confacenti al Vangelo. Se le adesioni sono massicce c’è qualcosa che non va. Si è certamente abbassato il tiro per cercare un po’ di consenso in più… ma questo non è rispettoso della verità! Annunciamo il Vangelo senza paura: il Signore porterà avanti la sua opera. Buona giornata