È come quando uno ha un oggetto prezioso e gli cade e si rompe. Quell’oggetto non c’è più, non è più recuperabile. E allora si cercano le ragioni di una simile tragedia. È colpa del tappeto in cui sono inciampato. È colpa della persona che mi ha chiesto di poterlo vedere. È colpa della mia distrazione. Si possono elencare tutte le colpe possibili e inimmaginabili ma ciò che si è rotto non è più recuperabile. Rimane il rimpianto. Forse il rimorso. Oppure la recriminazione. Il sabato santo è il tempo dei pensieri, dei ragionamenti, delle analisi. Ma tutto rimane nel silenzio e nell’irrisolto. Sì, le cose che accadono non si spiegano secondo ragioni semplicemente umane. Hanno bisogno di elementi esterni per essere interpretate. Deve succedere qualcosa che diventa la chiave per la rilettura e la ricomprensione. Allora, l’attesa è il cuore del senso. Il senso della realtà è da venire. Conosco tante persone che si trucidano il cuore cercando in se stessi le ragioni del senso. Le capisco molto bene: l’ho vissuto pure io. Approdare in Cristo significa fare un passo oltre. La morte, il silenzio, le domande, hanno una risposta. Hanno un compimento. La vita non è una cosa che si rompe in maniera definitiva… è possibile risorgere. Buona giornata