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Quaresima diocesana

Scritto da Marco Bonardi   
Martedì 28 Febbraio 2012 13:59

giustizia e pace si baceranno quaresima 2012diocesi di como


AMARE ED ESSERE LIBERI   versione testuale
Le parole del Vescovo per l'inizio della Quaresima

Un invito a sorridere e a mettere da parte la tentazione a indulgere verso atteggiamenti malinconici: «perché il digiuno è senza dubbio una forma di penitenza, ma per noi cristiani è anche foriero di ben più di un motivo di rasserenamento».
La riflessione è del vescovo monsignor Diego Coletti, nella celebrazione del Mercoledì delle Ceneri 2012.
Due gli appuntamenti che lo hanno visto presiedere. Alle ore 12.45, in Cattedrale, la Liturgia della Parola, per dare la possibilità, soprattutto ai lavoratori in pausa pranzo, di vivere il momento solenne dell’apertura della Quaresima. I numerosi fedeli presenti in Duomo hanno inoltre scelto, su suggerimento del Vescovo, di devolvere il corrispettivo del proprio pranzo a sostegno dei progetti della missione diocesana in Camerun. «In particolare il Liceo di Mogodè – ha ricordato monsignor Coletti – così che questo nostro digiuno possa diventare, per tanti giovani africani, l’affrancamento dalla fame di risorse e di cultura». La seconda celebrazione, sempre in Cattedrale, ma alle ore 18.00, è stato il pontificale.
 
 
Quattro le piste di riflessione indicate dal Vescovo.
«Dobbiamo lacerare il cuore e non le vesti, come ci dice il profeta. Ovvero non dobbiamo fermarci alla superficialità, magari scenografica, della penitenza… La conversione va interiorizzata, affinché la fatica del riparare il male fatto guarisca il cuore e ci distacchi da atteggiamenti egoistici». Da qui il secondo aspetto: «il guardare al passato dei peccati – ha incalzato monsignor Coletti – sia di stimolo per rieducarci in futuro». Il terzo motivo dell’esercitare la penitenza sta proprio nella parola educazione: «che significacustodia della nostra libertà, per redimerci da ogni forma di schiavitù». La lettera di Paolo ai Corinti è, in questo senso, illuminante: «tutto è lecito – ha ricordato il Vescovo riprendendo il testo paolino – ma non tutto giova, non è tutto edifica, non tutto è fruttuoso. Per questo, e arriviamo al quarto punto, dobbiamo esclamare, con Paolo, “non mi lascerò dominare da nulla!”. Non per l’orgoglio di essere libero. Ma perché la libertà è condizione dei veri atti di amore. Amare ed essere liberi è lo scopo delle nostre fatiche, il senso della nostra vita». Monsignor Coletti ha concluso la riflessione proponendo una sorta di esercizio, rivolto in particolare ai più giovani ma utile anche per i più grandi. Annotare su un piccolo taccuino ogniqualvolta si riesce a rinunciare a beni o comportamenti che «sono leciti, apparentemente innocui (un caffè, una sigaretta, ma anche il broncio con un vicino di casa litigioso…), ma a lungo andare sono ciò che ci schiavizza».
(dal sito della DIOCESI di COMO)
 

 

Ultimo aggiornamento Domenica 11 Marzo 2012 19:59
 

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