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Home Maslianico Storia

Storia di Maslianico

Scritto da Gabriele Della Torre   
Martedì 06 Aprile 2010 13:46
Indice
Storia di Maslianico
Neolitico
Epoca romana
Alto medioevo
Età dei comuni
La nascita della parrocchia
La rivoluzione francese
Il risorgimento e l'unità d'Italia
Il Novecento
Lo stemma
Successione dei parroci di Maslianico
Tutte le pagine

Storia di Maslianico

La presenza dell'essere umano nel territorio del paese è testimoniata fin dal neolitico

mappa_catasto_teresiano


Testimonianze neolitiche

Nel 1914 presso la località Cascina fu rinvenuta un'ascia di pietra. Il ritrovamento fu documentato da don Giovanni Baserga nell’articolo intitolato Asce litiche e metalliche pubblicato sulla Rivista Archeologica dell’Antica Provincia e Diocesi di Como. L’archeologo scrisse:

“Un’ascia di pietra veniva scoperta nel 1914 a Maslianico, alla frazione Cascina dai fratelli Locatelli. È di forma triangolare, levigata, fratturata ad un angolo del tagliente; misura nella massima lunghezza mm 65 ed al taglio mm 42. È di giadeite granitifera passante ad egloghite con tracce di pirite, ora al museo di Como”.


Lo strumento non era adatto alla guerra bensì era usato in attività agricole che testimoniano il passaggio dal paleolitico, caratterizzato dal nomadismo, al neolitico.

 


 

L'epoca romana

Il primo incontro trai Romani e la popolazione locale avvenne nel 196 a.C. quando il console Marco Claudio Marcello vinse a discapito delle genti insubriche probabilmente d’origine celtica.
Fu sottoscritto un trattato d’amicizia ancora valido nell’89 a.C. quando Pompeo Strabone difese Como.
Nella seconda metà del I secolo a.C. Giulio Cesare fondò Novum Comun con l’insediamento di 20.000 persone. È probabile che un nucleo di coloni si stanziò a Maslianico infatti gli studiosi di etimologia pensano che l’origine del nome si trovi nel nome di un capo-famiglia latino.

Le due tombe

Furono scoperte due tombe come descritto dall’archeologo Antonio Magni nell’articolo Notiziario archeologico della Regione comense pubblicato sulla Rivista Archeologica dell’Antica Provincia e Diocesi di Como:

“A Maslianico, a pochi chilometri da Como, il giorno 24 settembre 1913, in terreno ad uso cava di sabbia dei fratelli Paolo e Luigi Locatelli, nella località Cascina ed a pochi passi dal confine svizzero, si trovarono due tombe ad inumazione, contenenti uno scheletro per ciascuna. Erano costituite parte in muro di sassi e malta di calce ed in parte con ardesie; in una il fondo aveva un tegolone piano romano; i piedi erano volti e levante, la testa a ponente.”

”Vi si trovò un vaso ansato in terra cotta, che si è potuto ricuperare; si potrebbe riferire al quinto secolo dopo Cristo."

”... il colore suo originario giallo-rossastro di terra cotta divenne estremamente nerognolo perché lordo di olio che doveva riempirlo all’atto della sua deposizione nella tomba. È alto 26 cm e fu donato al museo di Como.”


L'alto medioevo

Esistono poche certezze riguardanti il periodo altomedioevale.
Una di queste riguarda l’esistenza di un ponte antico sul Breggia facente parte della via Regina. Il ponte è considerato per tradizione romano ma in realtà, guardando le fotografie del ponte distrutto durante la piena dell’estate 1912, fu ristrutturato in epoca medioevale.

Il trasporto del grano

In questo periodo iniziarono importanti scambi commerciali con la città di Como. Infatti, i molinari portavano il grano macinato in città passando da Piazza S. Stefano e poi attraversando il ponte sul Breggia seguendo il percorso usato dal Medioevo all’Ottocento. I carichi erano trasportati dagli asini che diedero il nome asnitt del Brengia ancora noto ai giorni nostri. Inoltre a Como gli asini diedero il nome ad una contrada presso piazza S. Fedele, sede del mercato del grano.

asnitt_al_mercato_di_como

Il culto della Madonna della Cintura

La chiesa di S. Ambrogio era la sede del culto della Madonna della Cintura. Il culto è da collegarsi anche alla guerra tra Goti e Bizantini seguita alla caduta dell'Impero Romano.

La dedica della chiesa a Sant'Ambrogio probabilmente è da collegarsi alle azioni del santo meneghino che fu uno strenuo diffusore e difensore del culto mariano.


L'età dei comuni

Il Comune è la forma di governo che più si diffuse soprattutto in Italia settentrionale nel medioevo nata dalla ricerca di una parziale autonomia dalla struttura centrale dell'Impero.

I primi territori a sperimentare questa forma di governo furono i centri più grandi ma ben presto il fenomeno si diffuse anche ai centri con meno abitanti come Maslianico.

La guerra decennale (1118-1127)

La guerra scaturì dai contrasti tra Como e Milano nel controllo delle grandi vie di comunicazioni (Passo del S. Gottardo, Passo del Lucomagno e Passo del S. Bernardino) che ancora oggi rappresentano i corridoi più importanti tra sud e nord Europa.

Un altro motivo di contrasto fu lo schieramento del capoluogo comasco ai fianchi dell'imperatore.

I comuni della periferia di Como erano antagonisti del centro e quindi si allearono con Milano; non vi sono però certezze sulla scelta di Maslianico ma la piana e la foce del Breggia furono teatro degli scontri tra gli abitanti dell'Isola e i comaschi.

La fine della guerra fu determinata dall'eccidio di Como nell'agosto 1927.

Como diventa capoluogo

La dipendenza dei territori periferici a Como nei confronti della città fu ufficialmente sancita da Bertholdo dei marchesi di Hohenburg nel 1240 e ribadita da Guglielmo de Sicheri nel 1279.

In questi atti è possibile ritrovare il nome Maslianico che è così ufficializzato.

Nel 1335 furono emanati gli Statuti di Como che fissavano la struttura governativa. Ai centri minori fu imposta la manutenzione delle strade così Maslianico dovette mantenere un tratto della strada regina e la strada che da Cernobbio porta a Vacallo passando per il valico di Roggiana. In questi statuti il nome del paese è Marsilianigo.

L'autonomia del comune

Nei secoli successivi agli Statuti, il paese fu dotato di consoli, sindaci ossia ufficiali amministrativi e campari cioè ufficiali di polizia.

Generalmente le riunioni erano convocate nel piazzale della chiesa dove si radunavano i capi famiglia. Normalmente al termine di ogni riunione veniva redatto un atto notarile chiamato sindacato.

In questo periodo crebbe anche l'importanza del paese; oltre ai mulini furono presenti sul territorio anche i maestri da muro cioè persone che lavoravano nell'edilizia in un lavoro a cavallo tra l'architetto, il capomastro ed il lapicida.

Tra questi è possibile trovare Pietro da Brengia che diresse una fase dei lavori della cattedrale di Como nel 1439.


La nascita della parrocchia

La parrocchia nacque come scissione dalla parrocchia di Piazza S. Stefano per decreto dell'Ordinario diocesano. La motivazione dato allo smembramento fu la lontananza dei maslianichesi dalla chiesa di Piazza e dalla difficoltà per raggiungerla.

L'erezione della parrocchia ebbe natale in un processo presso il Tribunale ecclesiastico di Como, infatti i rapporti trai rappresentanti del comune di Maslianico ed il parroco di Piazza erano tesi visto che il parroco di Piazza regolò la riscossione delle primizie aumentandone i quantitativi.

La goccia che fece traboccare il vaso fu la morte di un uomo in località cartera senza la possibilità d'assistenza religiosa.

I rappresentanti del comune diedero inizio al processo con le seguenti motivazioni:

  • parecchi decessi senza sacramenti perché il parroco di Piazza non era giunto in tempo per via della distanza;
  • per parecchi moribondi si dovette ricorrere al parroco di Vacallo;
  • molti bambini erano deceduti senza battesimo perché il tragitto verso Piazza oltre ad essere lungo era anche difficoltoso durante le piogge per via del torrente Cosio.

La sentenza fu emessa il 18 settembre 1736:

il parroco di Piazza don Francesco Bulgia fu condannato a pagare le spese giudiziarie e dovette ripartire i redditi della chiesa e del Beneficio di Piazza S. Stefano.

I rappresentanti comunali si riunirono d'innanzi alla chiesa di S. Ambrogio e decisero di:

  • impegnare 300 lire imperiali per le prestazioni del parroco;
  • consegnare i terreni contigui alla chiesa al parroco e di provvederne al mantenimento;
  • mantenere la chiesa.

La rivoluzione francese

La rivoluzione francese con le sue idee rinnovò gli ideali di tutto il mondo. Anche Maslianico fu toccata da questi cambiamenti.

La repubblica Cisalpina

Napoleone Bonaparte creò la Repubblica Cisalpina nel giugno del 1797.

Grazie alla costituzione dell'8 luglio 1797 e alla legge del 27 marzo 1798, Maslianico fu inserito nel Distretto di Laglio appartenente al Dipartimento del Lario. Con la legge del 26 settembre 1798 Maslianico fu spostato al Dipartimento dell'Olona. Il 13 maggio 1801 Maslianico ritornò a far parte del Dipartimento del Lario. Si costituì il Regno d'Italia ed il 14 luglio 1807 Maslianico fu unito con Rovenna e Stimianico.


 

Il risorgimento e l'unità d'Italia

Luigi Dottesio

Luigi Dottesio fu arrestato il 12 gennaio 1851 nei pressi del confine per mancanza dei documenti necessari ma soprattutto per i volantini antiaustriaci stampati a Capolago. Per questa azione fu condannato a morte a Venezia dove morì dopo un'agonia durata ore.

Il Regno d'Italia

Il Regno d'Italia portò un nuovo ordinamento comunale: il sindaco amministrava il territorio aiutato da una giunta e da un consiglio.
Nel 1861 ci fu il primo censimento del Regno; Maslianico aveva una popolazione di 796 abitanti.

Il paese fu scosso nel 1867 da un'epidemia di colera. Le misure di profilassi adottate riuscirono a contenere il contagio a sole 13 persone con 7 morti.

Stefano Ferrario, imprenditore nel settore cartario e figlio del sindaco, fondò un asilo infantile nel 1888 che fu riconosciuto ufficialmente dal Re  Umberto I il 22 dicembre 1889.

 


Il Novecento

L'innovazione

Per entrare nella modernità, Maslianico puntò sulle infrastrutture.

Nel 1911 fu creata la linea tranviaria verso Como che fu sostituita nel 1938 con il servizio di filovie ed ancora nel 1976 con gli autobus.

Nel 1929 fu inaugurato l'acquedotto pubblico progettato degli ingegneri Piero e Carlo Ponci.

Epoca fascista

L'avversione al regime si notò con l'avvento della Repubblica Sociale Italiana. Alla chiamata alle armi della classe del 1925 fu un insuccesso e su 24 ragazzi se ne presentarono solamente tre.

Uno dei personaggi a cui fu mossa l'accusa di fomentare ideali antimilitaristi fu il parroco Don Giuseppe Tettamanti che inoltre professava l'attività contrabbandistica.

Seppure a conoscenza delle severe pene che potevano essere inferte, ci furono scioperi che a Maslianico riguardarono la Cartiera Burgo.

burgo

Dopo la liberazione

Maslianico non fu sconvolta dalla fine del regime. A tenere banco fu certamente la questione Burgo.

Con il boom economico ci fu un'espansione urbana che investì l'intera vallata del Breggia.


Lo stemma

Il procedimento per la creazione di uno stemma per il paese è stato avviato alla fine dello scorso secolo coinvolgendo la popolazione.

Il 5 aprile 2007 l'ufficio delle Onorificenze e Araldica della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha richiesto dei cambiamenti per rendere lo stemma proposto armonizzato con la simbologia araldica.

Dopo le modifiche, il 9 aprile 2008 per delibera del presidente della repubblica Giorgio Napolitano, il stemma si è legato ufficialmente con la storia di Maslianico.

Stemma di Maslianico


Successione dei parroci di Maslianico

Nome Anni passati a Maslianico Incarico successivo
Bartolomeo Aluigi 1736 - 1744 arciprete di Nesso dove morì
Pietro Velzi 1744 - 1758 parroco di S. Agata di Como dove morì
Francesco Velzi 1758 - 1803 morì a Maslianico e fu sepolto in S. Ambrogio dove ora sorge l'altare di S. Teresa
Giuseppe Sessa 1804 - 1818 parroco di Grandate dove morì
Amatore Baserga 1818 - 1822 arciprete a Sorico dovve morì
Antonio Frigerio 1823 - 1824 morì a Maslianico e fu sepolto nella cappella del comune
Giuseppe Coduri 1824 - 1853 parroco a Gemonio dove morì
Carlo Guggiari 1854 - 1881 Prefetto di Sagrestia al Santuario del Crocefisso
Luigi Pernice 1881 - 1886 morì a Maslianico e fu sepolto nella cappella Faverio
Giuseppe Crosta 1887 - 1893 parroco a Olcio dove morì
Alfonso Introzzi 1894 - 1915 per infermità non potè risiedere in parrocchia e fu  sostituito da Delegati Vescovili
Arcangelo Dotti 1915 - 1919 missionario a Glarus
Giuseppe Tettamanti 1920 - 1945 parroco a S. Salvatore di Como dove morì
Luigi Bianchi 1945 - 1954 parroco a S. Vincenzo e Beata Vergine delle Grazie in Gera Lario dal 1956 al 2006.
Alessandro Riva 1955 - 1983

parroco a S. Giacomo in Bellagio dal 1983 al 1992

rettore in Basilica S. Abbondio dal 1992 al 1999

morte 30/06/2009; sepolto al cimitero di Maslianico

Giuseppe Paggi 1983 - 2004 parroco a S. Fedele in Chiavenna
Flavio Feroldi 2004 - 2009 Vicario episcopale in Ufficio Vicario episcopale per la pastorale
Antonio Fossati 2009 - attuale -
Ultimo aggiornamento Martedì 04 Gennaio 2011 13:52
 

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