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Commento al Vangelo del 28/08/2011
Scritto da don Antonio   
Lunedì 29 Agosto 2011 06:53

Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.

La croce nella vicenda umano/divina di Gesù non è un particolare. C’è un disegno preciso che si radica nella misteriosa volontà trinitaria: doveva andare a Gerusalemme, soffrire molto… venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Questa scelta diventa molto chiara alla luce di un’altra parola di Gesù: nessuno ama più di colui che dà la vita. Anche l’Eucarestia che definisce il permanere di Gesù nella sua Chiesa attraverso i secoli è il mio corpo che è dato per voi… è il mio sangue versato per voi e per tutti. Diventa quindi una conseguenza logica che pure la vita del discepolo desideroso di seguire il maestro debba muoversi in questa direzione: Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Gesù qui dice una cosa importante: prenda la sua croce e mi segua. La sua croce è quella che ci pesa addosso in questo momento. Non è una croce generica; è quella che mi appartiene perché mi fa male adesso. E mi segua. Il prendere la croce non è un gesto nel quale resto schiacciato dal suo peso. Con la croce devo camminare sulle strade della vita per fare fino in fondo la mia parte. L’impegno per questa settimana allora è: Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.

 
Commento al Vangelo del 21/08/2011
Scritto da don Antonio   
Lunedì 22 Agosto 2011 07:24

Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. La risposta di Pietro a Gesù che domanda: La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo è di quelle che centrano perfettamente il problema. La verità su Gesù permette di fondare la verità su Pietro: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno su di essa. Capiamo chi è Pietro perché abbiamo capito chi è Gesù. Se la nostra verità su Gesù è parziale non riusciamo a fare verità neanche su noi stessi. Per noi la verità non è una teoria. Per noi la verità è una persona. Gesù dice . Io sono la verità Credere a una verità/persona vuol dire avere un rapporto nella verità con questa persona. Si crede non con la testa ma amando. Questa settimana vogliamo dire anche noi Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente e comportarci di conseguenza. Ce ne verrà sicuramente tanta luce per capire il senso della nostra vita e del che cosa dobbiamo fare.

 
Commento al Vangelo del 07/08/2011
Scritto da don Antonio   
Lunedì 08 Agosto 2011 07:36

Racconta Matteo: sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Nella religione non è mai l’uomo che cerca Dio ma è sempre Dio che cerca l’uomo. Nella logica della fede non ha molto senso dire: “non credo” perché è Dio che crede in me e da sempre io “sono cercato”. Coraggio, sono io, non abbiate paura. Questo Dio che mi viene incontro spesso mi fa paura. Lo sento esigente quasi che più c’è lui e meno posso esserci io. Pietro è tentato di camminare da solo sulle acque, di dimostrare che ce la può fare senza l’aiuto di nessuno. L’insuccesso radicale gli fa gridare Signore salvami. Gesù lo rimprovera: uomo di poca fede. La presenza di Dio accanto a me è l’unica possibilità perché la mia vita sia vita in pienezza. Coraggio, sono io, non abbiate paura. Questa settimana vogliamo accorgerci continuamente che Dio ci sta cercando e partire dal suo amore per non buttare nemmeno un attimo della nostra giornata

 
Commento al Vangelo del 31/07/2011
Scritto da don Antonio   
Lunedì 01 Agosto 2011 07:27

Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci.

Da sempre Gesù ha avuto un suo modo di risolvere i problemi che ha trasmesso alla sua Chiesa. Conta più l’amore che uno ci mette che i mezzi che ha a disposizione. Madre Teresa di Calcutta è uno dei tanti esempi in cui, alla sequela di Gesù, si possono salvare tante persone con molta carità e pochi soldi. Spesso la nostra situazione di partenza, nelle varie circostanze della vita, ci trattiene dal metterci in gioco perché ci giudichiamo non all’altezza dei problemi che ci stanno di fronte.

Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci. La Parola deve darci un coraggio inedito. Il coraggio della fede non è l’imprudenza o l’incapacità di valutare una situazione. Io ho da affrontare le sfide che la vita mi mette oggi davanti. Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci.

Proviamo, andando dietro a Gesù, a credere questa settimana alla forza dell’amore più che alla sicurezza che ci danno le cose e buttiamoci ad affrontare le situazioni.

 


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