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Commento al Vangelo del 27/03/2011
Scritto da don Antonio   
Lunedì 28 Marzo 2011 07:53

Abbiamo in mente spesso Dio come colui che chiede: che ci chiede di vivere una morale, di pregare, di fare penitenza… La prima scena di questo brano della Samaritana ci presenta un Gesù che domanda: dammi da bere. Tutto il proseguo del racconto evidenzia però in Gesù  una grande voglia di dare: Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “ Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva. La donna samaritana non tarda ad accorgersene e da potenziale donatrice diventa una che chiede: Signore,dammi quest’acqua perché io non abbia più sete. IL brano, che è molto unitario, chiarisce il contenuto di quest’acqua viva: I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità. Cambia il rapporto con Dio. E un rapporto in spirito: Dio non è più fuori, è dentro l’uomo come sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna. Nel Battesimo, nell’Eucarestia e in tutti i sacramenti Dio diventa intimo all’uomo. Dio e l’uomo sono insieme. E’ un rapporto in verità. Si adora vivendo la Parola che è la verità di Dio. Il brano si conclude con un’ultima condivisione dove impariamo da Gesù il rapporto autentico con il Padre che per lui è vita trinitaria e per noi adorazione. Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato. Scoprire e fare la volontà di Dio in tutti i passaggi di una giornata è la nuova frontiera del rapporto con Dio. Questa settimana facciamo nostra la richiesta della donna di Samaria: Signore, dammi quest’acqua, perché non abbia più sete. Viviamola nella coscienza di questa situazione nuova dove Dio è dentro di noi e noi lo amiamo facendo la sua volontà

Ultimo aggiornamento Lunedì 28 Marzo 2011 12:32
 
Commento al Vangelo del 20/03/2011
Scritto da don Antonio   
Lunedì 21 Marzo 2011 08:12

Vogliamo leggere la trasfigurazione alla luce di tre voci, quella di Pietro, quella del Padre e quella di Gesù.

Il fatto. La trasfigurazione è un’esperienza unica, capitata in quell’occasione e basta. Il termine fa pensare alla percezione di una figura al di là di quella percepita normalmente. Con buona approssimazione viene da credere che gli apostoli, in qualche maniera, hanno colto con una forza  particolare “il divino” in Gesù.

Pietro dice E’ bello per noi essere qui. L’esperienza del divino è radice di gioia. Amare il fratello, vivere la Parola, pregare, in quanto esperienze del divino, ci fanno contenti perché stanno dentro una profonda sintonia tra l’uomo e Dio.

Il Padre dalla nube sintetizza l’atteggiamento dell’uomo di fronte a un’esperienza particolare del divino con queste parole: Questi è il Figlio mio, l’amato, in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo. Nell’ascoltare sta la possibilità più grande di entrare nel mistero di Dio.

Alla fine Gesù dice: Non temete. L’esperienza di Dio richiede coraggio. Ci sono tanti modi per difenderci dall’incontro con Dio: negandone l’importanza o standone lontani e non lasciandoci coinvolgere. L’atteggiamento giusto è quello di buttarsi ma questo appunto richiede coraggio.

Questa settimana facciamo nostra la parola di Pietro E’ bello per noi essere qui letta in una sintesi delle tre voci approfondite. Senza temere ascoltiamo la Parola per stare davanti a Dio e così sperimentare il bello.

 
Commento al Vangelo del 13/03/2011
Scritto da don Antonio   
Lunedì 14 Marzo 2011 08:45

La pagina delle tentazioni di Gesù ci riporta  alla lotta di sempre tra li bene e il il male. Il male c’è, c’è ne tanto. Il male arriva fino a Gesù. Il male però non ha la forza di fare diventare Gesù male. Gesù rimane bene  e rimane sorgente di bene. Questo vuole dire vincere la tentazione. La cattiveria del cattivo non mi fa diventare cattiveria. Rimango positivo, capace di produrre bene anche se ho sperimentato su di me il male. Il brano di oggi ci dice che la forza di questa vittoria è la Parola di Dio. Il Signore tuo Dio adorerai. La verità della Parola e la sua forza non lasciano spazio al male. C’è un incompatibilità radicale tra male e Parola, tra  menzogna e  verità. Il Signore tuo Dio adorerai. Adorare Dio, metterlo al giusto posto, riconoscendolo appunto come Dio, come il tutto della vita. Questo stare  di fronte a Dio nei vari passaggi della giornata diventa garanzia di santità e radicale vittoria sul male. Per adorare Dio infatti devo fare la sua volontà, devo amare tutti come lui mi chiede, devo portare la croce quando arriva, non devo sprecare nessuno dei suoi doni. La frase da vivere in questa prima settimana di quaresima è  Il Signore tuo Dio  adorerai.

 
Spettacolo teatrale "Il viaggio del cuore"
Scritto da Gabriele Della Torre   
Mercoledì 09 Marzo 2011 20:17

I ragazzi in gamba

presentano

Il viaggio del cuore

lavoro realizzato da giovani down

ragazzi_in_gamba

L'appuntamento è presso l'oratorio di Maslianico

Sabato 12 Marzo alle ore 21:00

Ingresso libero

 


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