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la PAROLA 15 APRILE 2018
Scritto da segreteria BVB   
Lunedì 16 Aprile 2018 08:03

III DOM. PASQUA - B - 15 APRILE 2018
«Toccatemi e guardate» (Lc 24,35-48)

L'apparizione del Risorto sconvolge i poveri apostoli, ancora immersi nel dolore e nella paura di subire ripercussioni per esser stati suoi seguaci. Vengono presi dai sentimenti più umani e normali: la paura, la diffidenza e poi anche la gioia e lo stupore, e faticano a comprendere, faticano a credere che sia proprio lui lì davanti a loro.
Ma Gesù, scorgendo il dubbio che stringeva il cuore dei suoi amici, offre loro la più semplice delle prove per dimostrare la sua reale presenza: «Toccatemi e guardate». Non si tratta di uno spirito evanescente o di un'allucinazione, il Figlio di Dio è di nuovo lì con loro, vivo, con il suo corpo e con le piaghe rimaste impresse in esso per le torture della sua Passione e la sua croce. È un uomo vero ed è il Dio vero, ormai non c'è più incertezza, non c'è altra spiegazione.
Ancora oggi, per noi Gesù si rende presente con la stessa concretezza e realtà. Ogni volta che celebriamo l'Eucaristia, nel pane e nel vino consacrati la persona intera del Cristo glorificato, risorto, si offre al nostro tocco e alla nostra vista; ci permette di pensare alla sua risurrezione come ad una certezza, cancella la paura e la diffidenza che tenta ogni giorno la nostra fede. Come gli apostoli anche noi possiamo sentire la gioia e lo stupore di trovarci davanti a colui che era morto. Come gli apostoli anche noi possiamo mangiare insieme a Gesù, sedere alla sua mensa, nella quale non è più lui a chiedere a noi qualche cosa da mangiare, ma siamo a noi sfamarci col cibo santo del suo vero corpo.

 
la PAROLA 8 APRILE 2018
Scritto da segreteria BVB   
Lunedì 09 Aprile 2018 08:01

II DOM. PASQUA (in albis) - B - 8 APRILE 2018  «Stette in mezzo» (Gv 20,19b)

Il lungo Tempo di Pasqua, che da oggi ci accompagnerà per cinquanta giorni, fino alla Solennità di Pentecoste, è il tempo in cui noi cristiani ci dobbiamo rafforzare nella convinzione che il Signore risorto non se n'è andato per mostrarsi soltanto nell'ultimo giorno, ma, al contrario, continua ad abitare ogni giorno la nostra vita, continua a far udire la sua voce e il suo messaggio di salvezza, continua a stare in mezzo a questo mondo che non sempre si accorge e ricorda della sua presenza.
Il Risorto entra nelle nostre giornate passando per le porte chiuse; non esiste muro o cuore indurito che possa impedire a Gesù di spezzare le catene e dischiudere i sepolcri delle nostre chiusure. Così il vero credente si affida alla forza illuminante di colui che ha vinto la morte e si impegna per fargli spazio nella sua vita. Il vero credente non si accontenta di festeggiare il giorno della risurrezione mangiando il capretto o la grigliata di carne con gli amici, ma vive questi momenti come la riscoperta della gioia pasquale, come il vigore rinnovato della promessa di eternità che gli è stata fatta.
Per tre volte il vangelo di questa II domenica di Pasqua ci ricorda per quale motivo il Cristo è presente nella vita degli uomini: «Pace a voi!», dice Gesù agli apostoli. Possa questo tempo di festa e di gioia, di memoria e attualizzazione della Pasqua, essere il tempo della pace, quel tempo in cui, una volta in più, riconosciamo che solo in Gesù la nostra vita raggiunge la pienezza.

 
INCONTRO
Scritto da segreteria BVB   
Martedì 03 Aprile 2018 08:39

VENERDI 6 APRILE ORE 21.00 PRESSO LA SALA ORATORIO DI PIAZZA
INCONTRO DAL TITOLO "MAI PIU' BAMBINI IN CARCERE"
testimonianza di Mauro Cavicchioli della Comunità Papa Giovanni XXIII

Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Aprile 2018 08:08
 
la PAROLA 1 APRILE 2018 PASQUA
Scritto da segreteria BVB   
Martedì 03 Aprile 2018 08:31

PASQUA DI RISURREZIONE - B - 1 APRILE 2018
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI 20, 1-9    «E VIDE E CREDETTE» (GV 20,8)

Il Signore è risorto! Nella sua Pasqua Gesù ha attraversato e sconfitto la morte, inaugurando la vita risorta, che ha promesso anche agli uomini di tutti i tempi che vorranno credere nel suo Vangelo. Il mistero del santo Triduo pasquale ci ha lasciati davanti a questo straordinario evento e a questa grande speranza di vita.
Ma non c'è niente di automatico in tutto questo, come non c'è stato per i primi testimoni della risurrezione. Santa Maria Maddalena, san Giovanni apostolo e San Pietro hanno dovuto mettersi in movimento. Dopo gli eventi della Pasqua, che con la Passione avevano fermato il tempo e bloccato lo slancio evangelizzante della vita col Gesù terreno, devono ora rimettersi in cammino.
E non certo per una passeggiata tranquilla sul lungolago. Questo vangelo è animato da grande frenesia che viene soprattutto dalla corsa della Maddalena e dalla corsa dei due apostoli. Dalla fuga della donna presa dal panico perché «hanno portato via il Signore dal sepolcro»; dalla brusca frenata di Giovanni che, pur arrivando per primo, vede «i teli posati là» ma, timoroso, non entra nel sepolcro; da Pietro che entra deciso, seguito a questo punto anche da Giovanni che, finalmente, «vide e credette».
L'annuncio della Pasqua richiede a tutti noi di metterci in movimento, di correre per vedere e credere nella risurrezione del Signore, segno dell'avvenuta cancellazione del male che fino a quel momento aveva tenuto l'uomo incatenato. Dobbiamo sentire l'urgenza di portare quello che abbiamo celebrato nelle nostre chiese dentro la nostra vita, di interiorizzare il dono che abbiamo ricevuto perché la promessa di eternità influisca realmente sulle scelte della nostra vita. Restare fermi dopo la Pasqua significa lasciarla passare con indifferenza, significa non credere che sia stato l'evento più importante di tutta la storia del mondo, significa bloccarne l'efficacia a favore di nuovo del ripiegamento su noi stessi, significa rifiutare la vita che il Cristo ci ha guadagnato.
La gioia e il fervore del Cristo risorto, vincitore della morte, sia stimolo e fonte per la crescita spirituale e umana di tutti noi!
Questo è il più sincero e vero augurio di buona Pasqua!

 


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