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la PAROLA 30 LUGLIO 2017
Scritto da segreteria BVB   
Lunedì 31 Luglio 2017 07:49

"Va, vende tutti i suoi averi e la compra" XVII DOMENICA T.O.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,44-52)
Trovare, andare, vendere, comprare. Questi semplici verbi, che tornano due volte in poche righe, scandiscono ciò che nelle piccole parabole del tesoro nel campo e della perla preziosa appare essenziale: l'incontro con Gesù e con la sua Parola invita ad una rinuncia per ricavarne un guadagno. Sia il contadino sia il mercante di perle vendono tutti i loro averi (che sia poco, nel caso dell'agricoltore, o tanto, nel caso del commerciante, non importa) per acquistare qualcosa di ancora più prezioso; quella del discepolo non è una rinuncia motivata dal sacrificio, ma dalla gioia di aver trovato, similmente alla gioia del contadino che vende tutto, perché sa che il tesoro nascosto sta per cambiargli la vita. Il distacco da qualcosa, la vendita nella parabola, è ciò che consente al tesoro di essere nostro e, dunque, anch'esso è vissuto nella gioia. Ad essere centrale, allora, non è il distacco stesso, ma un nuovo possesso che, in chiave evangelica, diventa l'essere posseduti, l'appartenere interamente al tesoro vero, Gesù stesso, la sua Parola, la sua salvezza. Il contadino e il mercante si comportano in modo condivisibile di fronte alla fortuna occorsagli; allo stesso modo dobbiamo fare noi discepoli di fronte alla fortuna dell'incontro con Gesù.

 
ESTATE 2017
Scritto da segreteria BVB   
Lunedì 24 Luglio 2017 08:36

ESTATE 2017 S. MESSE NEGLI ALPEGGI:
MARTEDI 15 AGOSTO      ORE 17.00 LOCALITA' BADIA DI PIAZZOLA (FESTIVITA' DELL' ASSUNTA)
MERCOLEDI 16 AGOSTO  ORE 11.00 LOCALITA' DUELLO (FESTA SAN ROCCO)
DOMENICA 20 AGOSTO   ORE 17.00 LOCALITA' DUELLO
MERCOLEDI 23 AGOSTO  ORE 16.00 LOCALITA' SAN CARLO A GARZEGALLO
DOMENICA 27 AGOSTO   ORE 11.00 LOCALITA' CROCE DELL' UOMO (FESTA SANT'ABBONDIO)

Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Agosto 2017 14:38
 
la PAROLA 23 LUGLIO 2017
Scritto da segreteria BVB   
Lunedì 24 Luglio 2017 08:34

"Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme"  XVI DOMENICA T.O.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,24-43)
Con la parabola del grano e della zizzania, Gesù affronta la questione, spinosa allora come oggi, della presenza nella storia del male mescolato al bene. Il dialogo tra il padrone e i servi mette in luce, di fronte alla perplessità dei secondi, come la presenza della zizzania sia opera di un nemico; stupisce, soprattutto, l'indicazione del padrone: non bisogna estirpare l'erba cattiva, occorre lasciare che cresca insieme al buon grano. L'impotenza che spesso registriamo nei confronti del male che dilaga nel mondo non deve farci dimenticare che ci sarà un giudizio. Dio non cancella oggi la nostra libertà, a costo di lasciar proliferare, mediante le nostre scelte cattive, anche ciò che è malvagio. E tuttavia, un giorno giudicherà, distinguerà il male dal bene perché il male sia rigettato definitivamente. La parabola è anche un invito alla pazienza; e a non vagheggiare, nei tempi storici, una improbabile separazione di una Chiesa di puri e santi dal mondo peccatore. Come ricorda la spiegazione, orientata, rispetto alla parabola stessa, più sul giudizio che sul presente, non si deve presumere di essere il buon grano e non si deve approfittare della pazienza divina.
I brevi e incisivi racconti del granello di senape e del lievito nella massa ci dicono poi che, al di là degli inizi modesti e dell'apparente insignificanza del regno di Dio, esso cresce e si sviluppa nel nascondimento, e contiene, fin dall'inizio, tutta la sua potenza trasformante. La logica del Vangelo è diversa da quella del mond

 
la PAROLA 16 LUGLIO 2017
Scritto da segreteria BVB   
Lunedì 17 Luglio 2017 08:03

"Il seminatore uscì a seminare"   XV DOMENICA T.O.
Dal Vangelo secondo Mt 13,1-23
Con la parabola del seminatore e del seme, iniziamo l'ascolto delle cosiddette parabole del Regno, che proseguirà anche nelle prossime due domeniche.
Le parabole sono una forma particolare di discorso: attraverso un paragone fatto di immagini concrete e di un linguaggio semplice, Gesù vuole portare gli interlocutori a cogliere una realtà profonda che riguarda il Regno di Dio, senza "imporla", ma lasciandola trasparire, lasciando che sia sempre l'altro a tirare le conclusioni. Per questo le parabole provocano, chiamano a riflettere su realtà (Dio e l'uomo, che ne sono il centro) che non si possono mai chiudere in un ragionamento, ma che viceversa ci devono sempre far pensare.
Da qui anche l'ambivalenza delle parabole, che nella loro semplicità chiedono sempre l'impegno dell'ascoltatore per essere comprese, accolte e vissute; perciò Gesù mette in guardia dal rischio di guardare senza vedere e di udire senza ascoltare. Occorre lo sguardo semplice, dei "piccoli", un'apertura di mente e di cuore per vedere e comprendere.
La parabola di oggi ci ricorda che la Parola di Dio è un seme che viene gettato per tutti, senza preclusioni, ma che ha un destino diverso a seconda del terreno che l'accoglie; non dimentichiamo i singoli terreni, più che indicare categorie di persone, spesso coesistono nel cuore e nella vita di tutti noi.

 


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