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Sul Vangelo
Commento al Vangelo del 19/12/2010
Scritto da Antonio Fossati   
Lunedì 20 Dicembre 2010 23:11

Il personaggio che viene in evidenza in questo brano è Giuseppe. La nascita di Gesù per opera dello Spirito Santo suscita in lui più di qualche perplessità. Matteo lo definisce uomo giusto che nel contesto ebraico dice una familiarità con Dio. Giuseppe nella ricerca di una soluzione parte proprio dal suo essere uomo giusto. Un sogno lo illumina sul mistero che si sta compiendo e sulla soluzione da adottare. La rivelazione che lo rassicura è introdotta dalle parole: non temere. Il progetto di Dio che si dispiega nel quotidiano della mia vita spesso spaventa anche me e anch’io ho bisogno delle parole rassicuranti: non temere. La morale sembra condannarci a una vita senza libertà, siamo tentai di giudicare l’more ai nemici come debolezza,  la croce appare in rotta di collisione con la gioia, la preghiera viene letta come un sottrarci alla responsabilità del fare. Non temere. Non temere un’esperienza integrale del Vangelo. Il divino accolto non è mai contro l’uomo ma la sua realizzazione. Questa settimana viviamo: Non temere

Ultimo aggiornamento Martedì 21 Dicembre 2010 11:41
 
Commento al Vangelo del 12/12/2010
Scritto da Antonio Fossati   
Lunedì 13 Dicembre 2010 10:40

Dal Vangelo secondo Matteo  Mt 11, 2-11

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.
In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

Giovanni è in carcere. Il bene che ha fatto agli altri non gli ha procurato approvazione e applausi, ma soltanto la prigione. Eppure la sua storia ci conferma che vale la pena, oggi come allora, di fare il bene anche se questo è il prezzo da pagare. Su un punto Giovanni chiede chiarezza. Egli ha bisogno di essere sicuro che Gesù rappresenta il compimento di quel movimento spirituale che  ha suscitato attorno a sé. La risposta di Gesù, ai discepoli di Giovanni, è chiara ed esaustiva: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il  Vangelo. E’ beato colui che non trova in me motivo di scandalo. Gesù si presenta come l’uomo dei fatti. L’amore quando c’è non può non portare frutto.

C’è una parola che vogliamo scegliere questa settimana perché sia lampada ai nostri passi, una parola che fa pensare e che deve essere capita.

“Beato è colui che non trova in me motivo di scandalo.”

Lo scandalo è l’ostacolo.

Spesso attribuiamo a Dio le nostre difficoltà. Gesù ci dice che siamo beati quando la malattia, le discussioni in casa, una preghiera non accolta come ci piacerebbe, una difficoltà imprevista non ci blocca e non ci toglie la voglia di impegnarci. Gesù c’e’ sempre anche nei passaggi più difficili della vita. Oggi ci chiede di essere come lui, segnati da una fede che giorno per giorno ci fa essere fecondi.

Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Dicembre 2010 11:46
 
Commento al Vangelo 05/12/2010
Scritto da Antonio Fossati   
Sabato 04 Dicembre 2010 14:53

La figura di Giovanni è una figura affascinante, molti accorrono da lui.  Le sue parole Convertitevi perché il regno dei cieli è vicino confermate dalla sua vita di penitenza hanno un impatto decisivo con il cuore  della gente. La vita degli ascoltatori cambia. Matteo attribuisce a lui le parole dell’antico profeta: Preparate la via del Signore. Giovanni crede a quello che dice; per quelle parole ha lasciato tutto,  egli diventa il primo destinatario dell’annuncio predicato agli altri. Attorno a lui c’è però anche chi bara, chi ascolta ma non accetta il messaggio, chi compie dei gesti esterni senza cambiare in profondità E’ il dramma della religione, una facciata che nasconde un compromesso. Per questi Giovanni ha parole durissime ..ogni albero che non porta frutto viene tagliato. Spesso questa pagina di Matteo con la sua ambivalenza è un ritratto fedele della nostra vita spirituale dove i momenti forti si alternano  con pause di stanca. Preparate la via al Signore. Viviamo questa settimana il grido di Isaia come l’ha vissuto Giovanni Ognuno sia  la strada attraverso la quale Gesù incontra l’umanità in ogni singolo uomo.

Ultimo aggiornamento Domenica 05 Dicembre 2010 11:22
 
Commento al Vangelo del 28/11/2010
Scritto da Antonio Fossati   
Sabato 27 Novembre 2010 11:38

Ai tempi di Noè il diluvio travolge tutti in un castigo che evidenzia la presenza di un male di cui nessuno si rendeva conto. Il male oggi come allora  continua ad esserci. Spesso non lo cogliamo nella sua radice di peccato ma tutti lo avvertiamo con molta chiarezza nelle sue conseguenze (opere del peccato): conflitti familiari, disordini giovanili, ingiustizie economiche, ecc). Gesù è il potente contro il male, l'unico che lo può vincere. Per questo dice il Vangelo di oggi viene il Figlio dell'uomo. Alla fine del mondo la sua vittoria sarà definitiva. Ma anche adesso viene il Figlio dell'uomo.

Se Io lo accolgo, se vivo secondo la sua Parola, se sono Gesù per gli altri, anche oggi il bene vince  sul male. Questo vuol dire dare un senso nuovo alla storia. E' il motivo per cui Gesù è nato. Questa settimana viviamo la parola viene il Figlio dell'uomo con tutto quello che comporta.

Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Novembre 2010 10:05
 
Commento al Vangelo del 21/11/2010
Scritto da Antonio Fossati   
Lunedì 22 Novembre 2010 10:03

Oggi è la festa di Cristo re. Al regno di Cristo non si appartiene sottoscrivendo una tessera ma soltanto essendo come Lui. Gesù è il Salvatore. Quasi ossessivamente nel brano evangelico di oggi i capi del popolo prima, i soldati dopo e ancora il più tardi il ladrone ripetono salva te stesso. Salvatore non è colui che salva se stesso. Salvatore è colui che salva gli altri. Tutti facciamo fatica a  cogliere il male sul registro del peccato. Tutti invece avvertiamo pesantemente il male sugli altri registri. Quando ad esempio c’è un clima pesante in casa tra marito e moglie soffriamo tanto anche  se non lo leggiamo magari come un peccato. Accanto e insieme a Gesù ogni cristiano è Salvatore. Il male arriva fino a me in tutte le sue forme: cattiveria, ingiustizia, immoralità, ateismo… ma io appartengo al regno di Gesù, sono suo. Il male arriva fino a me ma non mi prende, non mi coinvolge nella sua logica, non rispondo al male con il male, non divento male anch’io. Oggi tu sarai con me in paradiso dice Gesù al buon ladrone. L’amore di Gesù mediante il sacrificio della sua vita trasforma la vita fallimentare del buon ladrone in vita eterna. Non si salva senza fatica, senza sacrificio della vita. Proviamo questa settimana ogni volta che sperimentiamo il male a sentirci salvatori acanto a Gesù e vinciamolo con il bene.

Buona vita.

Ultimo aggiornamento Lunedì 22 Novembre 2010 10:44
 


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