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Sul Vangelo
Commento al Vangelo del 18/09/2011
Scritto da don Antonio   
Lunedì 19 Settembre 2011 06:47

Andate anche voi nella vigna.

L’uomo, che è peccatore, è molto portato a vedere il limite nell’altro e a sottolinearne gli aspetti più negativi. Dio che è santo vede “il bello” in ogni uomo: per lui tutti sono adatti a costruire il Regno dei Cieli. L’andamento della parabola (alcuni lavorano solo un’ora) ci fa capire che non solo la vigna ha bisogno degli operai ma che anche gli operai hanno bisogno della vigna. Il punto decisivo per la parabola non è il “quando” mi decido ma il “fatto” di decidersi. Stare in piazza o stare nella vigna è la discriminante della vita. La piazza è la vita senza Dio o con un rapporto con Dio non significativo. La vigna è lo spazio del divino dove l’incontro con Dio permette all’uomo di essere uomo fino in fondo. La paga decisa più sulla generosità del padrone che dal risultato ottenuto diventa simbolo di un impegno dove è più quello che ricevo che quello che do. Il punto di passaggio è l’invito del padrone. La parabola diventa per tutti e per ciascuno una riflessione sulla propria vicenda umana. Dove sono Io adesso? Che cosa sto facendo? Andate anche voi nella vigna. La parabola si muove in un clima ottimistico dove alla fine tutti gli invitati dicono il oro “sì”. Non posso essere io l’unico che resta ozioso in piazza.

 
Commento al Vangelo del10/09/2011
Scritto da don Antonio   
Lunedì 12 Settembre 2011 07:25

Non dovevi forse anche tu avere pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?

Il brano tratta una problematica che richiama da vicino quella di domenica scorsa. Pietro domanda a Gesù quante volte deve perdonare il fratello che pecca nei suoi confronti. La risposta di Gesù, di fatto, inaugura una modalità nuova di impostare le relazioni umane: Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. In quest’occasione Gesù racconta la parabola dei due debitori che fonda la teologia del perdono sulla presa di coscienza di quanto siamo perdonati dall’amore di Dio. Gesù ci insegna a non isolare quel frammento di storia nel quale noi subiamo un’ingiustizia. Lo dobbiamo leggere dentro una complessità nella quale, tante volte, anche noi abbiamo sbagliato e siamo stati perdonati da Dio. Non dovevi forse anche tu avere pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? Non possiamo dimenticare che ogni giorno preghiamo: rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. La meditazione sull’amore di Dio diventa una forza nuova per vivere in un modo più evangelico la vicenda di ogni fratello che ci offende. Questa settimana pensiamo a Dio ogni volta che facciamo fatica a perdonare. Non dovevi forse anche tu avere pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?

 
Commento al Vangelo del 21/08/2011
Scritto da don Antonio   
Lunedì 22 Agosto 2011 07:24

Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. La risposta di Pietro a Gesù che domanda: La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo è di quelle che centrano perfettamente il problema. La verità su Gesù permette di fondare la verità su Pietro: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno su di essa. Capiamo chi è Pietro perché abbiamo capito chi è Gesù. Se la nostra verità su Gesù è parziale non riusciamo a fare verità neanche su noi stessi. Per noi la verità non è una teoria. Per noi la verità è una persona. Gesù dice . Io sono la verità Credere a una verità/persona vuol dire avere un rapporto nella verità con questa persona. Si crede non con la testa ma amando. Questa settimana vogliamo dire anche noi Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente e comportarci di conseguenza. Ce ne verrà sicuramente tanta luce per capire il senso della nostra vita e del che cosa dobbiamo fare.

 
Commento al Vangelo del 07/08/2011
Scritto da don Antonio   
Lunedì 08 Agosto 2011 07:36

Racconta Matteo: sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Nella religione non è mai l’uomo che cerca Dio ma è sempre Dio che cerca l’uomo. Nella logica della fede non ha molto senso dire: “non credo” perché è Dio che crede in me e da sempre io “sono cercato”. Coraggio, sono io, non abbiate paura. Questo Dio che mi viene incontro spesso mi fa paura. Lo sento esigente quasi che più c’è lui e meno posso esserci io. Pietro è tentato di camminare da solo sulle acque, di dimostrare che ce la può fare senza l’aiuto di nessuno. L’insuccesso radicale gli fa gridare Signore salvami. Gesù lo rimprovera: uomo di poca fede. La presenza di Dio accanto a me è l’unica possibilità perché la mia vita sia vita in pienezza. Coraggio, sono io, non abbiate paura. Questa settimana vogliamo accorgerci continuamente che Dio ci sta cercando e partire dal suo amore per non buttare nemmeno un attimo della nostra giornata

 
Commento al Vangelo del 31/07/2011
Scritto da don Antonio   
Lunedì 01 Agosto 2011 07:27

Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci.

Da sempre Gesù ha avuto un suo modo di risolvere i problemi che ha trasmesso alla sua Chiesa. Conta più l’amore che uno ci mette che i mezzi che ha a disposizione. Madre Teresa di Calcutta è uno dei tanti esempi in cui, alla sequela di Gesù, si possono salvare tante persone con molta carità e pochi soldi. Spesso la nostra situazione di partenza, nelle varie circostanze della vita, ci trattiene dal metterci in gioco perché ci giudichiamo non all’altezza dei problemi che ci stanno di fronte.

Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci. La Parola deve darci un coraggio inedito. Il coraggio della fede non è l’imprudenza o l’incapacità di valutare una situazione. Io ho da affrontare le sfide che la vita mi mette oggi davanti. Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci.

Proviamo, andando dietro a Gesù, a credere questa settimana alla forza dell’amore più che alla sicurezza che ci danno le cose e buttiamoci ad affrontare le situazioni.

 


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