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Sul Vangelo
Commento al Vangelo del 08/04/2012
Scritto da don Antonio   
Lunedì 09 Aprile 2012 07:22

 

Resta con noi perché si fa sera.

Gesù è risorto. Ha vinto la morte. La redenzione è il versante salvifico del mistero pasquale. La dottrina cattolica sul peccato e sulla Grazia insegna che nell’uomo il peccato è perdonato e sostituito dalla vita divina data a noi gratuitamente (Grazia). In questa esistenza nuova non solo il peccato ma anche tutta la costellazione di male che, a diverso titolo, è frutto del peccato trova in Gesù un approccio diverso. I discepoli di Emmaus che, come noi, non hanno ancora chiari tutti questi passaggi ma li avvertono solo confusamente, esprimono quello stadio della loro esperienza con un invito accorato Resta con noi perché si fa sera. Non abbiamo certezze ma intuiamo che Gesù è la direzione in cui cercare. Tutti sentiamo forte un bisogno di novità, di risurrezione, di una vita più vita perché più autentica. Avere Gesù con noi è la radice originaria di ogni potenziale soluzione. Proviamo in questa settimana di Pasqua a vivere l’Eucarestia come un’esperienza continuata di Gesù che Resta con noi e cerchiamo, nello stare insieme a Lui, il senso nuovo della vita

 
Commento al Vangelo del 01/04/2012
Scritto da don Antonio   
Lunedì 02 Aprile 2012 07:35

 

Davvero, quest’uomo era Figlio di Dio!

Le parole del centurione sono l’affermazione forte che non c’è contraddizione tra l’essere Figlio di Dio e il morire. La lettura della passione ci racconta tutti i passaggi di questa decisione di Gesù di dare la vita per l’umanità. Gesù muore, hanno vinto gli altri, i suoi nemici, Nel grido del centurione il riconoscimento di questa sconfitta radicale che si chiama morte quasi paradossalmente diventa una professione di fede sincera nella divinità di quel condannato. Il nulla della morte ha aperto a quest’uomo gli occhi sul tutto di Dio. Incominciamo la settimana santa nella quale celebreremo i grandi misteri della Pasqua: l’eucarestia, il sacerdozio, la passione, la morte, la risurrezione. Celebrare non vuole semplicemente dire delle preghiere, ascoltare delle parole, compiere dei gesti o cantare. Celebrare vuol dire fare l’esperienza del centurione. Il celebrare è autentico quando ti fa fare l’esperienza di Dio quando cioè lì nasce un rapporto nuovo tra l’uomo e Dio che segna la sua vita. L’impegno di questa settimana è quello di una partecipazione alla liturgia che ci permetta di arrivare anche noi a dire Davvero, quest’uomo era Figlio di Dio!

 
Commento al Vangelo del 25/03/2012
Scritto da don Antonio   
Martedì 27 Marzo 2012 07:34

 

Se il chicco di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.

Il testo di Giovanni mette in collegamento la morte con la fecondità. La morte è letta come valore. Chiaramente qui la morte è identificata con il dono totale di sé. Il racconto è collocato nel conteso pasquale. L’immagine del chicco di frumento molto semplice anticipa in una logica quasi scontata il senso della morte di Gesù. Io quando sarò elevato da terra attirerò tutti a me. La morte di Gesù non è soltanto il momento redentivo che sta al centro della sua vita ma è anche il suo insegnamento fondamentale che egli vuole trasmettere ai discepoli. L’infinito amore della Trinità nell’esperienza umana di Gesù viene tradotto nella morte in croce perché nessuno ama più di colui che dà la vita. A questa scuola il discepolo impara che la fecondità della propria esperienza religiosa dipende dalla radicalità dell’amore investito. Ormai alle porte della settimana della passione siamo tutti invitati a fare nostra questa logica

Se il chicco di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.

 
Commento al Vangelo del 04/03/2012
Scritto da don Antonio   
Lunedì 05 Marzo 2012 08:31

Questi è il Figlio mio, l’amato, ascoltatelo.

La parola che abbiamo scelto questa settimana da vivere è un’espressione tipicamente religiosa perché nella prima parte fa un’affermazione teologica forte e nella seconda dice la conseguenza che ne deriva per l’uomo sul piano morale. Gesù è proclamato Figlio del Padre. Il legame tra Padre e Figlio, che la teologia chiama “trinitario”, dice la divinità di Gesù. In questa direzione il testo utilizza il termine più carismatico di “amato” che un'altra volta nel contesto trinitario dice che Gesù è Dio. La conseguenza per l’uomo non può essere che una: ascoltatelo. Da sempre ci pare di ascoltare Gesù. I risultai nella nostra vita spirituale ci dicono però che come l’abbiamo ascoltato fino adesso è del tutto insufficiente. La quaresima è tempo di cambiamenti radicali. Se Gesù è Dio il nostro modo di ascoltarlo deve essere un’esperienza completamente diversa, in grado di indurre nella nostra vita un cambiamento radicale che nel linguaggio della Chiesa si chiama santità. Questi è il Figlio mio, l’amato, ascoltatelo

 
Commento al Vangelo del 19/02/2012
Scritto da don Antonio   
Martedì 21 Febbraio 2012 15:13

 

Gesù vedendo la loro fede, disse al paralitico:”Figlio ti sono perdonati i peccati”

Il testo sottolinea la coralità del gesto di deporre l’ammalato ai piedi di Gesù passando dal tetto. Gesù vede la loro fede. Partendo dalla fede di tanti egli prima perdona e poi guarisce uno. Accanto alla fede di coloro che hanno portato il malato emerge per contrapposizione l’incredulità degli scribi presenti. La potenza di Gesù che guarisce l’ammalato come prova della verità di avergli perdonato i peccati fa dire a tutti non abbiamo mai visto nulla di simile! Gesù vedendo la loro fede, disse al paralitico:”Figlio ti sono perdonati i peccati” Incominciamo questa settimana la quaresima. La vicenda del paralitico diventerà la vicenda di tutti. Dobbiamo trovare una strada nella quale la nostra miseria incroci Gesù che distrugge il male e ci guarisce radicalmente. L’essere dono gli uni per gli altri in questo cammino quaresimale può essere una potenzialità importante. Incominciamo subito con una carità reciproca attenta anche ai bisogni spirituali. Gesù vedendo la loro fede, disse al paralitico:”Figlio ti sono perdonati i peccati”

 


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