Comunità della Beata Vergine del Bisbino

Cerca

Eventi

Mer Feb 14
LE CENERI
Ven Feb 16 @21:00 -
I° QUARESIMALE
Sab Feb 17 @07:00 -
SOCCORSO
Lun Feb 19
C.P.C.
Gio Feb 22 @20:30 -
ADORAZIONE SETTIMANALE
Ven Feb 23 @21:00 -
II QUARESIMALE
Ven Mar 02 @21:00 -
III QUARESIMALE
Ven Mar 09 @21:00 -
IV QUARESIMALE
Ven Mar 16 @21:00 -
V QUARESIMALE
Ven Mar 23 @21:00 -
VI QUARESIMALE

Condividi

Comunità

Powered by JoomlaGadgets

Home Comunità Sul Vangelo
Sul Vangelo
Commento al Vangelo del 27/05/2012
Scritto da don Antonio   
Lunedì 28 Maggio 2012 07:39

 

Lo Spirito della verità che procede dal Padre

E la festa della Pentecoste. Il brano definisce da subito il volto del protagonista della Pentecoste: Lo Spirito della verità che procede dal Padre. Le cose che Gesù ci dice, la “sua verità”, non sono né facili né scontate. Anzi il suo giudizio sull’interazione uomo/verità è severo: per il momento non siete capaci di portarne il peso. La verità qui è la Verità, è Gesù. Fare l’esperienza della Verità non vuol dire imparare delle nozioni ma ripetere Gesù nella nostra vita. Il dono dello Spirito significa che il cuore stesso della Trinità ( Lo Spirito Santo appunto) diventa la forza con cui io provo ad adeguare la mia vita di uomo al divino modello che è Gesù. Gli effetti della Pentecoste sugli apostoli ci dicono che anche oggi, come allora, il ricevere lo Spirito ci trasforma in dono per gli altri perché diventiamo Parola vissuta che illumina e fa stare bene le persone attorno a noi. Una storia umana costruita a partire dallo Spirito è la storia di cui l’umanità ha bisogno. La festa di oggi diventa per il cristiano un impegno, in un mondo che fa altre scelte, a impostare una vita che si radica nella Trinità

Lo Spirito della verità che procede dal Padre

 
Commento al Vangelo del 20/05/2012
Scritto da don Antonio   
Lunedì 21 Maggio 2012 07:44

 

Il Signore agiva insieme con loro.

Il mistero dell’Ascensione sta in una serie di frasi che il brano di oggi riporta in rapida successione.

Il Signore Gesù… fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono…mentre il Signore agiva insieme con loro. L’apparente contraddizione del racconto si risolve in una prospettiva della Chiesa che è rivelativa del suo mistero. L’ascensione non dice un sottrarsi di Gesù alla storia ma l’inaugurazione di un’economia sacramentale dove l’intensità della sua presenza diventa più misteriosa senza cambiare affatto. Il ruolo degli apostoli e la parola annunciata completano un quadro che è nuovo ed in continuità con la vicenda umana/divina di Gesù. Nasce la Chiesa tutta radicata nel suo Signore Gesù e tutta giocata sull’impegno di un gruppo di uomini che da Gesù attingono la forza, la dottrina e la testimonianza Questa settimana siamo chiamati ad imparare il difficile ed esaltante compito di essere Chiesa. Il Signore agiva insieme con loro. Il Signore c’è ma il male e le cose che non vanno sembrano più veri e palpabili della sua misteriosa presenza. La sfida della chiesa di oggi e di sempre è quella di rileggere continuamente questa pagina dell’Ascensione per trovarvi l’originario entusiasmo e l’originaria verità.

Il Signore agiva insieme con loro.

 

 
Commento al Vangelo del 13/05/2012
Scritto da don Antonio   
Lunedì 14 Maggio 2012 14:36

 

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.

Le parole che oggi meditiamo ci propongono tre idee fondamentali: il comandamento, l’amore, il “come io”. Il termine “comandamento” rende in modo plastico il concetto di qualcosa che non è opinabile. Il possessivo “mio” dice con forza l’investimento che Gesù fa su queste parole. Il “mio comandamento” è la sintesi del Vangelo giocata sul registro della prassi ( del vivere quotidiano)

La parola “amore” sta all’incrocio dell’umano e del divino, Da una parte rappresenta la natura profonda di Dio, “Dio è amore” e dall’altra la profondità dell’esperienza umana più genuina. L’ultimo passaggio “come io” radicalizza in senso cristologico il discorso. Il comandamento di Gesù non è di amare ma di amare come lui ha amato. Qui succede la più grande rivoluzione culturale della storia. Siamo provocati a far diventare la modalità di vivere della Trinità la modalità di vivere quotidiano dell’uomo. Cambia il modo di affrontare la vita perché cambia la profondità con cui viviamo le nostre relazioni umane che della vita sono la parte più consistente. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.

 
Commento al Vangelo del 22/04/2012
Scritto da don Antonio   
Lunedì 23 Aprile 2012 07:42

 

“Di questo voi siete testimoni”.

Continuano i racconti delle apparizioni di Gesù dopo la sua risurrezione. Sono incontri fondamentali, finalizzati ad irrobustire la fede degli apostoli, a consegnare loro gli ultimi contenuti dottrinali e a definire la loro missione. Nel brano di oggi dopo aver rassicurato i suoi: sono proprio io! e dopo aver condiviso il cibo Gesù spiega le scritture come aveva fatto con i discepoli di Emmaus, sottolineando che il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati cominciando da Gerusalemme. A questo punto emerge con chiarezza il ruolo dei discepoli dentro questo piano divino: “Di questo voi siete testimoni”. Vivere il mistero pasquale diventa allora fare l’esperienza del vincere la morte (con tutto quello che si richiama alla morte: peccato, perdita di speranza…) con la vita che è Gesù. Essendo Gesù, il bene radicale, ogni tipo di male non ha futuro, finisce. Il discepolo ha il compito di fare questa esperienza forte per sé e per gli altri. E’ l’esperienza che può e deve cambiare la storia e va trasmessa perciò nella sua genuinità. Questa settimana lavoriamo in questa direzione perché è il compito affidatoci da Gesù: “Di questo voi siete testimoni”.

 
Commento al Vangelo del 15/04/2012
Scritto da don Antonio   
Martedì 17 Aprile 2012 08:22

 

Mio Signore e mio Dio!

Nella seconda parte del brano odierno Gesù appare agli undici con lo scopo preciso di confermare la fede di Tommaso che non era presente alla sua venuta della settimana precedente. Gesù l’ammonisce severamente: non essere incredulo ma credente. Nella logica pasquale la fede è la condizione necessaria e irrinunciabile. Il risorto con la sua vicenda di morte e di vita rivela che l’essere discepoli si gioca nel dono totale di sé. Mio Signore e mio Dio! L’esclamazione di Tommaso dice nel tono e nei contenuti con quale radicalità egli abbia capito la lezione. Gesù però insiste. Perché tu hai veduto, hai creduto, beati quelli che non hanno veduto e hanno creduto. Arrivare alla radicalità di Tommaso solo sulla testimonianza di chi ha visto è il massimo della fede. Mio Signore e mio Dio! Questa settimana siamo invitati a riconoscere con la nostra vita la divinità di Gesù per vivere da risorti con lui risorto. La forza interiore perche la Pasqua non sia una festa che passa ma un mistero che ci segna per sempre sta tutta nella nostra fede. La fede è quanto abbiamo fatto spazio a Dio nella nostra vita. Mio Signore e mio Dio!

 


Pagina 4 di 16

Design by Gabriele Della Torre / Script by Joomla! / Webmaster: - / Versione 1.5.4 / Licenza Creative Commons
Il contenuto di www.bisbino.it è concesso in licenza sotto la Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported.