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Sul Vangelo
Commento al Vangelo del 25/11/2012
Scritto da don Antonio   
Lunedì 26 Novembre 2012 08:35

 

Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce.

E’ la festa di Cristo re. Il brano mette in relazione la regalità di Gesù con la verità. Dopo avere affermato solennemente di essere re, Gesù dice: per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo per dare testimonianza alla verità. Viviamo un tempo nel quale abbiamo rinunciato alla Verità. Ciascuno si accontenta tristemente della sua piccola verità così diversa dalla verità di chi ci sta accanto. Nel regno di Gesù non si può rinunciare alla Verità. Gesù è venuto proprio per la Verità. Gesù dichiarerà: Io sono la Verità. C’è una corrispondenza perfetta tra Gesù e la Verità. Colpiscono non soltanto i sostantivi ma anche i verbi. Gesù non dice, non insegna la Verità. Gesù è la Verità. Gesù/Verità non si impara. Si diventa Gesù/Verità. Il discepolo è uno che rispetto alla Verità non si accontenta. Diventare Gesù coincide con l’avere trovato la Verità.

La strada è sempre quella: la Parola. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce.

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Commento al Vangelo del 18/11(2012
Scritto da don Antonio   
Lunedì 19 Novembre 2012 23:06

 

Le mie parole non passeranno. Il brano, in un misterioso linguaggio che gli studiosi definiscono apocalittico, racconta la visione cristiana della storia. La vicenda umana ha un suo dinamismo che si sostanzia nel succedersi degli avvenimenti quotidiani. Dentro questa normalità facilmente leggibile da tutti c’è una misteriosa tensione ad un incontro definitivo con il Signore Gesù. Questo fondamentale passaggio sarà un momento di giudizio. Il confronto sarà tra il vissuto di ogni uomo e la verità che è Gesù Cristo. Le mie parole non passeranno. In questa storia dell’uomo la Parola rappresenta la costante che racconta qual’ è la meta, qual è la strada per arrivarci e con quale atteggiamento interiore dobbiamo vivere la nostra vicenda. Le mie parole non passeranno. La Parola è garanzia di verità che assicura la corrispondenza peretta tra la vita del discepolo e il Cristo, criterio ultimo di ogni giudizio. Questa settimana dedicata alla contemplazione della Parola può essere un’occasione importante per un cambiamento radicale. Le mie parole non passeranno.

 
Commento al Vangelo del 11/11/2012
Scritto da don Antonio   
Lunedì 12 Novembre 2012 07:46

 

Gesù presenta un quadro dell’ambiente religioso molto articolato. Gli scribi utilizzano la religione per un interesse privato. Amano ricevere i saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti, divorano le case delle vedove… I ricchi gettano molti soldi nel tesoro del tempio ma poi si scopre che hanno gettato parte del loro superfluo. Gesù addita all’attenzione dei suoi discepoli una vedova che ha dato pochissimo ma Nella sua miseria vi ha gettato tutto quello che aveva. Il brano evidenzia che per Gesù sono fondamentali due cose: la prima. L’amore è amore e l’egoismo è egoismo. Verniciare di religione l’egoismo è peccato. Secondo. Per Dio non conta il tanto o il poco, conta il tutto. Nella sua miseria vi ha gettato tutto quello che aveva. Questa settimana siamo invitati a puntare al tutto.

 
Commento al Vangelo del 28/10/2012
Scritto da don Antonio   
Lunedì 29 Ottobre 2012 08:18

 

Che cosa vuoi che io faccia per te?

Sulla scena ci sono tante comparse: i discepoli, la folla, quelli infastiditi dalle grida del cieco, quelli che stanno dalla sua parte. I protagonisti però son due : Gesù e Bartimeo. Marco, come raramente succede, definisce quel volto di uomo cieco con un nome preciso: Bartimeo. Gesù arriva subito al cuore del problema Che cosa vuoi che io faccia per te? La conclusione va molto al di là di una scontata guarigione … e lo seguiva lungo la strada. Il Vangelo dice di Gesù Io sono la via. Gesù ci coinvolge ma Lui ha già molto chiara la meta finale che ogni uomo deve raggiungere. Questo traguardo è il rapporto con lui. La meta non esiste: una strada percorsa fino in fondo è la meta. Bartimeo chiede che io veda. Gesù dice la tua fede ti ha salvato. E noi lettori chiamati a scoprir nel Vangelo e la Verità di Dio vediamo che la vista riacquistata serve a Bartimeo per seguire Gesù lungo la via. Impariamo da questo brano che cosa rispondere a Gesù quando anche a noi domanda Che cosa vuoi che io faccia per te?

 
Commento al Vangelo del 07/10/2012
Scritto da don Antonio   
Lunedì 08 Ottobre 2012 07:28

 

Così non sono più due, ma una sola carne.

Da tempo andiamo dicendo che all’origine dei tanti fallimenti matrimoniali c’è una visione della coppia antropologicamente sbagliata. E’ sbagliato il modello teorico che utilizziamo per costruire la relazione uomo/ donna nel matrimonio. Gesù ci spiega qui la sua dottrina del matrimonio. Mentre per la cultura contemporanea sono più importanti i diritti dei singoli componenti la coppia che il vincolo stesso che forma la coppia per lui questo vincolo è così fondamentale così non sono più due, ma una sola carne. La coppia non si fa una volta per sempre ma è il frutto di un dinamismo Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Solo lasciando le proprie radici (il suo pensarsi come single) e solo unendosi alla moglie (pensarsi sempre insieme) si arriva ad essere carne una. Nel sacramento del matrimonio il legame tra gli sposi è Gesù, e Gesù non si può rompere né definitivamente e neanche per un momento. Questa settimana siamo invitati a ripensare e a vivere la nostra vita di coppia su queste basi evangeliche.

Così non sono più due, ma una sola carne.

 


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