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Chiese di Cernobbio - Chiesetta della Madonna delle Grazie

Scritto da Gabriele Della Torre   
Sabato 10 Aprile 2010 12:35
Indice
Chiese di Cernobbio
S. Vincenzo
Chiesetta della Madonna delle Grazie
Chiesa del Santissimo Redentore
Tutte le pagine

Oratorio della Madonna delle Grazie

“La Madona di Grazi”, come la chiamano i cernobbiesi, sorge ai margini del comune in Piazza Belinzaghi. Storicamente appare per la prima volta in un documento della visita pastorale del Vescovo Ninguarda e viene censita come oratorio con struttura assai semplice dove non si poteva celebrare Messa. Verso il 1620 si cominciò ad ampliare l’oratorio e la venerata immagine della Madonna che allatta Gesù staccata dalla vecchia edicola venne posta al centro dell’altare: così si poté celebrare la Santa Messa a partire dal 1624. La facciata di epoca barocca è ornata da una antica porta in legno sormontata da un portale di pietra che reca l’iscrizione “Divae Mariae Matri Graziae”, titolo con cui l’oratorio è ricordato nelle visite secentesche. Più in alto si può ammirare  un affresco dell’Immacolata del 1671.

Non si conosce la data di costruzione del campanile, se ne parla però verso la metà del XVIII secolo. La porta che dalla sagrestia conduce all’esterno non è all’altezza del piano stradale, ma a circa 140 cm più in alto, e non ha alcun gradino; ciò è dovuto ai lavori di allargamento e abbassamento della via Regina, fatti in epoche diverse.

Nel corso del XIX secolo furono eseguiti interventi di ampliamento e miglioramento a cura del prevosto Giovanni Maria Ostinelli, ivi sepolto, la cui lapide si può vedere all’interno, sul pavimento ricoperto dall’originaria pietra di Moltrasio. In questo periodo si completò la pala d’altare, mentre il dipinto dell’Immacolata Concezione (copia su originale del Morazzone, 1630 circa) fu inserito negli anni ’30 quando era prevosto don Umberto Marmori. Precedentemente la tela si trovava sul lato sinistro del presbiterio e sull’altare era posta una nicchia con la statua di una Madonna. Tele settecentesche si possono ammirare alle pareti della navata: a sinistra “Il matrimonio mistico di Santa Caterina”, a destra “L’elemosina di San Domenico”. A destra del presbiterio si scorgono lacerti di affreschi che documentano la decorazione secentesca della chiesa.

Anche questa chiesetta per assoluta necessità di intervento, sotto la guida del prevosto mons. Gino Ambrogio Discacciati e su progetto degli esperti Arch. Chierichetti, Geom. Manzoni e Geom. Filippetto subì un importante opera di restauro e consolidamento statico della struttura.

“Se prima la chiesetta della Madonna delle Grazie poteva mettere a disagio credenti e cittadini per il suo stato di degrado, adesso invece essa è diventata sicuramente motivo di vanto.” Arch. Giuseppe Chierichetti

Facciata della chiesetta della Madonna delle Grazie



Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Maggio 2016 13:01
 

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